L’OSSERVATORIO SUL PATRIMONIO IMMOBILIARE DEGLI ENTI PREVIDENZIALI

 

Dismissione del patrimonio immobiliare degli enti previdenziali pubblici

(Decreto Legislativo 16 febbraio 1996, n° 104)


Presso il Ministero del lavoro e della previdenza sociale opera, sin dal giugno 1996, l’Osservatorio sul patrimonio immobiliare degli enti previdenziali pubblici, istituito con il decreto legislativo n° 104/1996, con il compito di realizzare un complesso programma di dismissione del patrimonio degli enti. Tale programma stabilisce che, nel termine di cinque anni, gli enti previdenziali dismettano il loro patrimonio, fondalmentalmente, attraverso cinque possibili azioni:

  1. Affidamento in gestione a società specializzate;
  2. Vendita diretta agli inquilini;
  3. Vendita mediante intermediari specializzati;
  4. Apporto a fondi immobiliari chiusi;
  5. Conferimento a società di gestione possedute dai fondi pensione.

A tale programma si è aggiunta, inoltre, la vendita straordinaria prevista dalla legge n° 140 del 1997 che ha fissato l’ammontare minimo dell’alienazione in almeno 3.000 miliardi di lire.

L’Osservatorio inizia ad operare a partire dal suo insediamento, il 18 giugno 1996, e, con la circolare (ex art. 2, comma 1, Dlgs 104/96) emanata il 10 luglio dello stesso anno, si avvia il complesso programma di dismissione del patrimonio.Con tale circolare si dettano agli Enti finalità e criteri guida della ricognizione dei loro patrimoni immobiliari sulla base di omogenei parametri informativi.

Con l’ultimazione della ricognizione del patrimonio immobiliare sono state iniziate una serie di attività per l’attuazione dei Piani Generali di Cessione previsti dalla normativa già citata.

 

Affidamento in gestione a società specializzate.

Sulla gestione esterna del patrimonio immobiliare degli Enti, l’Osservatorio ha emanato un documento di indirizzi strategici che fornisce una serie di indicazioni di percorso per gli Enti rispetto a questo tema. E’ in fase di avanzata definizione anche la redazione del bando e del capitolato "tipo", strumenti tesi a rendere compatibili, confrontabili e, quindi, monitorabili i modelli gestionali, secondo la filosofia ispiratrice del Dlgs 104/96. Su questo sono state numerose le occasioni di dibattito, a partire dalla ricognizione delle società di gestione, sino alle audizioni che hanno coinvolto i protagonisti del settore, sia nazionale che internazionale.

A tale proposito si segnala come sia stata condotta un’azione di informazione rivolta anche agli operatori stranieri e volta a far crescere, più rapidamente ed in modo efficiente e competitiva, l’offerta dei servizi di gestione e manutenzione, oggi in fase nascente nel nostro Paese.

Vendita diretta agli inquilini.

Al termine di una lunga ed approfondita disamina del problema della vendita degli immobili ai conduttori, l’Osservatorio ha predisposto un documento che affronta le modalità operative di tale vendita, evidenziando l’opportunità di procedere attraverso l’alienazione di interi edifici ai conduttori, strutturati in forma organizzata, per poter consentire la più tempestiva e ottimale attuazione della norma.

Una serie di incontri con organizzazioni cooperative e sindacali e rappresentanze di inquilini ha consentito di individuare una prima lista di immobili su cui realizzare una fase attuativa sperimentale.

Attualmente il percorso ipotizzato dall’Osservatorio è allo studio del Gabinetto del Ministro del lavoro considerate la rilevanza e la delicatezza di questa iniziativa.

Alla luce delle numerose segnalazioni di propensione all’acquisto da parte dei conduttori, successivamente, saranno emanate le direttive conseguenti.

Vendita mediante intermediari specializzati.

Questo tipo di canale è previsto dall’art. 7 del decreto 104/96 e consiste nella vendita attraverso società specializzate, selezionate mediante gara pubblica. Esso si presta sia per la vendita anticipata, sia per la vendita degli immobili marginali, che per la vendita degli immobili da valorizzare.

 

L’Osservatorio ha fornito le linee operative per l’attuazione di vendite anticipate rispetto alla predisposizione dei Programmi Generali di Cessione. Sono stati predisposti criteri ed indirizzi per la dismissione degli immobili marginali, ovvero degli immobili che, per il possesso parziale, la localizzazione e le caratteristiche reddituali, non sono idonei per altre forme di cessione (gestione attaverso società specializzate, fondi immobiliari chiusi, etc).

Nell’ambito della ricognizione progettata e coordinata nel corso del 1996-97 dall’Osservatorio sul patrimonio immobiliare, sono stati individuati alcuni immobili che, per la loro intrinseca natura o per il grado di vetustà/degrado o, ancora, per lo stato occupazionale, richiedono onerosi interventi, sia in termini economici che temporali, per poterli rendere commerciabili in modo ottimale o elevarne la redditività a livelli accettabili. Nel caso che non si volesse o non si potesse intervenire, quindi, questi immobili risulterebbero difficilmente alienabili e/o insufficientemente remunerativi.

L’Osservatorio ha in corso l’individuazione, in collaborazione con gli Enti, attraverso l’applicazione di diversi parametri, di un primo elenco di immobili che presentano caratteristiche adeguate per essere oggetto di un processo di valorizzazione immobiliare.

Fondi immobiliari chiusi.

Sono stati forniti gli indirizzi sulla costituzione di Fondi di investimento immobiliare. Quest’ultima possibilità ha trovato concreta attuazione con la costituzione, ad iniziativa di INPDAP e Medio Credito Centrale (è inoltre previsto, successivamente allo sviluppo del primo Fondo immobiliare, l’ingresso nella Società di Gestione di altri Enti previdenziali che lo richiedessero), di una Società di Gestione dei fondi immobiliari degli Enti previdenziali, denominata Fondi immobiliari italiani spa.

La Fondi immobiliari italiani spa ha in corso di costituzione un fondo immobiliare chiuso, denominato fondo "alfa", con apporto di beni immobili di INPDAP, per un valore di circa 700 miliardi di lire.

In questa fase, in attesa delle necessarie autorizzazioni da parte del Ministero del Tesoro e della Banca d’Italia, si sta completando la ricognizione dei dati relativi agli immobili preselezionati per la loro immissione nel fondo " alfa".

E’ prevedibile che il fondo "alfa" possa essere offerto in collocamento entro la prima metà del 1999.

Questo strumento è a disposizione degli Enti previdenziali che intendessero costituire altri fondi immobiliari chiusi per il cui collocamento le prospettive di mercato appaiono particolarmente favorevoli.

 

Conferimento a società di gestione possedute dai fondi pensione.

Sulle possibilità operative costituite dalla partecipazione in società immobiliari detenute dai fondi pensione è allo studio, con la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione, tale problematica.

Si tratta di un tema complesso e di grande interesse e prospettiva se si pensa al ruolo che nei mercati immobiliari più evoluti, hanno i fondi pensione come investitori.

La crescita della finanza immobiliare pare intimamente legata a queste istituzioni che solo ora iniziano ad operare nel campo della previdenza integrativa. Questo canale potrebbe offrire, quindi, una favorevole opportunità di dismissione per il patrimonio immobiliare degli Enti previdenziali.

 

PROGRAMMA STRAORDINARIO DI DISMISSIONE

Il programma straordinario ha innovato le disposizioni del programma ordinario, tracciato dal decreto legislativo 104/96, e prevede misure straordinarie al fine di accelerare la preordinata volontà di alienazione, fissando l’ammontare minimo di una alienazione da effettuare in tempi rapidi, almeno 3.000 miliardi di lire, delegando al Ministro del lavoro, di concerto con il Ministro del Tesoro, l’attuazione delle vendite sulla base di una serie di indicazioni fra le quali spiccano:

 

Alla luce delle indicazioni di cui all’articolo 7 della legge n° 140/97 e delle modificazioni successivamente intervenute ( legge n° 449/97, art. 59, comma 26), è stato avviato il complesso lavoro di preparazione dell’offerta di vendita.

La prima azione è consistita nell’individuare un vasto insieme di immobili sui quali effettuare una verifica anche alla luce delle indicazioni pervenute dagli Enti previdenziali e della loro compatibilità con l’equilibrio complessivo del programma straordinario. Questo lavoro di selezione è stato condotto

 

dall’Osservatorio il quale, grazie all’attività già avviata con la preparazione del data base del programma ordinario di cessione, dispone dei dati della ricognizione generale del patrimonio degli Enti previdenziali pubblici.

Sulla scorta delle indicazioni pervenute dagli Enti, successivamente all’invio, il 18 luglio 1997, di una prima ampia lista di 571 edifici, per un valore catastale complessivo di 4.415 miliardi, nonché della volontà espressa dalla Camera dei Deputati con il voto del 6 maggio 1997, ed il corrispondente impegno del Governo di alienare prevalentemente il patrimonio non residenziale, è stato redatto un nuovo elenco di 387 immobili, per un valore totale di circa 3.300 miliardi, trasmesso agli Enti con lettera del Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale del 18 dicembre 1997.

Per lo svolgimento delle complesse procedure l’Osservatorio ha ritenuto indispensabile farsi affiancare, nell’ attuazione del programma, da un Advisor capace di operare adeguatamente, sia sul mercato interno, sia su quello internazionale.

Si è svolta, pertanto, una gara europea vinta dal Raggruppamento di Imprese capeggiato da Milano Centrale Servizi, con un progetto di lavoro che prevede la realizzazione dell’alienazione in un tempo di 10 mesi dalla stipula del contratto.

Il secondo ed il terzo classificati hanno, però, presentato ricorso al Tar Lazio.

In data 27 gennaio 1999, il Tar Lazio ha disposto l’annullamento del decreto di aggiudicazione per carenza di istruttoria. Attualmente presso il Ministero del lavoro è in corso l’istruttoria per determinare ex-novo la società aggiudicatrice della gara che dovrà affiancare l’Osservatorio per la realizzazione del programma straordinario di dismissione.